Benvenuti nel
nostro Parco Isnello è un paesino di
origini medievali che storicamente fonda la propria economia
sulla pastorizia e l'agricoltura. Oggi, la sua vocazione è
chiaramente turistica. Il suo territorio rappresenta il cuore
del Parco delle Madonie e contiene la maggior parte delle zone
destinate a riserva naturale integrale. Gli alberghi, di varia
categoria, sono distribuiti soprattutto nelle contrade di Piano
Torre, Piano Zucchi, Bevaio del Faggio e Piano Battaglia. Il
centro abitato è ricco di chiese che custodiscono vari ed
interessanti reperti culturali di diverse epoche storiche.
Infine, non bisogna dimenticare di assaggiare i formaggi ed i
piatti tipici in giro per i ristoranti cittadini o le masserie
sparse nel territorio. Giovanni
Alcamisi,
Sindaco
"...dopo
Collesano ci si addentra in una gola di montagna, tra le
pareti delle Madonie e si sale finché, a una svolta, compare
lontano il villaggio di Isnello... guardando di là il paese,
tornavano ai miei occhi le immagini familiari di un paesetto
lucano. Isnello gli somiglia: per quanto sia più grande, meno
povero, più pulito. È un paese di pastori, di contadini...
di artigiani la cui arte è ormai costretta alla decadenza, ma
che ricordano i tempi d'oro in cui facevano splendidi pizzi,
si fondevano campane, si conciavano le pelli e si soffiava il
vetro. Ancora oggi le parti in cui è diviso il paese si
chiamano Vetreria, Fonderia e Conceria... Esso è antichissimo
e perciò pieno di profonda nobiltà." (Carlo
Levi, Le parole sono pietre)
Isnello,dove
ancora si lavora la lana con il telaio, dove mani laboriose ed
esperte stendono vere "reti d'amore", dove l'ormai
trascorsa arte della lavorazione del vetro e la conciatura
delle pelli reca testimonianza nella toponomastica, dove il
dialetto non presenta il fenomeno della metafonesi, gode di
aria salubre, fresche acque e un gran senso di ospitalità che
lo rendono un luogo di villeggiatura ideale.
Cenni storici
Il sito su cui
sorge Isnello è stato abitato fin dalla preistoria, come
testimoniano i rinvenimenti archeologici in alcune caverne di
origine carsica (grotte della Chiusilla, del Fico e del
Roccazzo). Si ha notizia di un primo insediamento, chiamato
Hassinor, in epoca punica e probabilmente anche durante la
successiva epoca ellenica vi era un piccolo villaggio.
Più tardi vi
si stabilirono i saraceni che vi costruirono uno dei loro
tipici casali, attribuendogli il nome Menzil Al Hamar. Anche
il toponimo attuale deriva dall'arabo: Hassin (dal siriaco
"fiume freddo") era il nome del fiume Asine.
Parimenti, la presenza degli arabi è evidente in diversi
toponimi della zona.
Alla fine del
XII secolo e fino al Quattrocento, durante le dominazioni
prima angioina e poi aragonese, la storia di Isnello si
intreccia con quella dei casati che ne ebbero la signoria:
dagli Abbate ai Filan-geri, dai Ventimiglia ai Santacolomba
fino agli ultimi, in ordine di tempo, i Licata, principi di
Baucina. Alla fine del Settecento, i magistrati del comune
consegnarono ai principi una forte somma, affrancandosi così
per sempre da ogni diritto di signoria e di vassallaggio.
Il luogo e la
storia
In una lussureggiante cornice
naturale del Parco delle Madonie, adagiato fra le pieghe di una vallata, cui
fa da vigile sentinella la possente mole della Montagna Grande e dominato
dall'antico CasTel.lo bizantino, sorge Isnello, "paese antichissimo e
perciò pieno di profonda nobiltà" [C. Levi].
Abitato fin da epoca
preistorica e chiamato Hassinor dai Punici e Menzil Al Hamar dai Saraceni, il
paese trae il suo nome odierno dal fiume Asine (dal siriaco hassin, cioè
fiume freddo) e intreccia la sua storia ai casati degli Abate dei Ventimiglia
e dei Santacolomba, pervenendo infine ai Licata, principi di Baucina. Ma. alla
fine del '700 "...i magistrati del Comune, avvalendosi della legge del
1788, consegnarono tosto al padrone di quel tempo il capitale, rispondente
all'annuo reddito di lui, e il paese in tal modo si liberò per sempre da ogni
diritto di signoria e di vassallaggio pria ancora che la feudalità fosse
stata abolita in Sicilia" [da Cristoforo Grisanti, Folklore di Isnello.
1909. Reber, Palermo|.
L'assetto urbanistico del
paese mantiene ancora oggi il tipico impianto medievale, fatto di edilizia
minuta, dominata dai soli tari ruderi del castello; svettano numerosi i
campanili delle chiese, testimoni di un patrimonio monumentale e artistico di
tutto rilievo. "E i preti umanisti del secolo scorso che vi hanno
abitato, don Carmelo Virga e don Cristoforo Grisanti, hanno scritto dei dotti
volumi sulla storia di questo paese senza storia, discutendo sulle sue origini
pelasgiche o sicane e sulla etimologia siriaca o orientale del suo nome, sul
passaggio di qualche principe, sulle immobili usanze" [Carlo Levi,
"Le parole sono pietre". 1955, Einaudi, Torino).
Da qui è facile raggiungere
il mare di Cefalù e i rigogliosi boschi di Montaspro e di Piano Zucchi.
L'aria salubre, le fresche e abbondanti acque, lo squisito senso di ospitalità,
ne fanno un luogo di villeggiatura ideale.
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